Resistenza e Cultura
di Alessandro Passerini

Ribellione

ri·bel·lió·ne/
sostantivo femminile
Dal lat. rebellio -onis, der. di rebellare ‘riprendere la guerra’ • sec. XIV.

  1. Reazione conseguente a uno stato di esasperata soggezione o costrizione, capace di tradursi in aperta rivolta armata (la r. di un popolo; r. contro le forze dell’ordine; reprimere una r.), in un deciso rifiuto all’obbedienza (r. ai genitori, alla disciplina), o anche, fig., in un istintivo atteggiamento di protesta (r. contro la sorte).
  2. Sinonimi
    insurrezione (s.f.), rivolta (s.f.), rivoluzione (s.f.), sommossa (s.f.), disordine (s.f.), agitazione (s.f.), guerriglia (s.f.), disubbidienza (s.f.), indisciplina (s.f.), insubordinazione (s.f.), opposizione (s.f.)
  3. Contrari
    repressione (s.f.), ubbidienza (s.f.), disciplina (s.f.), sottomissione (s.f.)

Sono figlio di Peppone, e Don Camillo è mio zio.

Sono cresciuto proprio sulle rive di quel Grande Fiume che in sé trasporta ancora oggi la storia di secoli e secoli. Mio padre aveva vissuto la II Guerra Mondiale, e ha conosciuto un concetto di ribellione che in quegli anni mutò inevitabilmente in resistenza; grazie al cielo non in un inutile e scongiurabile concetto di lotta continua, da cui invece volevano e dovevano difendersi. Lo stesso scontro ideologico descritto tra Peppone e Don Camillo, ambientato nel primo dopoguerra, sfociava sempre nell’essere costruttivo nonostante e grazie alle differenze. Con un inevitabile sorriso ancora oggi quei libri e quelle pellicole ricordano alla gente quali siano i presuppoati dei diversi valori per cui è ancora auspicabile lottare.

Da quando ero piccolo ciò che si respirava nell’aria era un definito profumo di giustizia che voleva proteggere chi non potava farlo da solo. Quel profumo divenne negli anni così persistente da permettermi di ribellarmi a diverse situazioni che richiedevano un preciso gesto di resistenza: alle scuole superiori, durante il servizio di leva, negli atelier degli artisti, a svariate amministrazioni fino ad arrivare al Premio Basilio Cascella, grazie al quale siamo andati contro ideologie strettamente legate ad una cultura che si può definire soltanto mafiosa. E’ incredibilmente paradossale come due termini che sembrano distanti anni luce l’uno dall’altro siano invece così connessi nella realtà.

Il sistema culturale in cui siamo immersi è un riflesso della sua stessa società: assuefatto ad un atteggiamento assistenzialista e fortemente nepotista, lascia poco spazio al talento e alla valorizzazione. Il Premio Basilio Cascella persevera ad andare contro un atteggiamento di questo genere, con le limitazioni che questo comporta, poiché se all’interno di una società il maggior numero di individui si comporta in un determinato modo, chi si comporta diversamente risulta un soggetto insolito e di difficile catalogazione.

Questo è il modo personale in cui il Premio Basilio Cascella si è ribellato ad una cattiva abitudine della gestione della cultura in Italia, e persevera in questo intento proponendo ogni anno temi estremamente riflessivi su di una società in veloce mutamento che, incurante, smarrisce troppe cose durante la sua corsa.

Il tema di quest’anno ha in se un preciso concetto politico-sociale, tuttavia l’idea politica di Ribellione è ormai lontana dalla nostra società, e non è connessa concretamente ad una sistema attuale come invece è accaduto per tutto il secolo scorso. Diventa quindi troppo astratto, noioso, banale e superficiale dover affrontare proprio questo preciso aspetto a discapito di come gli artisti stessi percepiscono nella vita di tutti i giorni un concetto così potente.

Cos’è e cosa rappresenta la Ribellione nella vostra vita quotidiana?

Che esperienza personale avete di Ribellione nelle diverse fasi della vostra vita, soprattutto quella attuale?

In che modo oggi una sana Ribellione può modificare le cose, e rivolta verso chi o cosa?

La ribellione può migliorare una precisa situazione? O può invece peggiorarla?

Che scopo ha la Ribellione -se ne possiede uno- nella vostra vita?

Ad ogni singolo artista partecipante viene chiesto di analizzare tale concetto e di esprimerlo tramite pittura o fotografia, portando la vostra personale interpretazione all’attenzione del pubblico.

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S  C  A  R  I  C  A     I  L     B  A  N  D  O

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