Avidità

Una società diventa moderna quando una delle sue attività principali consiste nel produrre e consumare immagini. (…) Diventano indispensabili al buon andamento dell’economia, alla stabilità del sistema e al perseguimento della felicità personale. (…) La produzione di immagini fornisce inoltre una ideologia dominante. Al mutamento sociale si sostituisce un mutamento nelle immagini. La libertà di consumare una pluralità di immagini e di beni viene identificata come la libertà per eccellenza.

Una società capitalista e consumistica divora le immagini.

(…) Se potrà esserci un modo migliore per permettere al mondo reale di includere in sé quello delle immagini, esso richiederà un’ecologia non soltanto delle cose reali ma anche delle immagini stesse”.

Susan Sontag
Sulla fotografia – Realtà e immagine nella nostra società, 1973 / 77

Queste parole, scritte da Susan Sontag nel 1977, delineano già un utilizzo massivo delle immagini, siano esse fotografia, pittura o video, come appropriazione della realtà e identificazione con essa. Si diventa reali quando si è immagine. Se si considera come nell’ultima decina d’anni un nuovo concetto di sociale veicolato fondamentalmente dall’immagine stessa sia nato e si sia evoluto grazie ad internet, se ne comprende il carattere quasi profetico.

Attualmente esistono nuove forme di lavoro legate ai social network, come quelle degli youtuber ed influencercitando i più conosciuti, ma che non si limitano solo a questi. Queste nuove figure basano la propria economia sugli infiniti utilizzi delle immagini quale mezzo per divenire reali grazie al consenso di centinaia di migliaia di ‘seguaci’e il semplice e veloce click ormai scontato e quotidiano consacra queste nuove figure sociali, permettendo loro di esistere.

Se questa che viviamo è in assoluto l’epoca delle immagini, che vengono divorate con una voracità mai vista prima, diventare immagine stessa superando anche il limite analogico e tecnologico consacra definitivamente un qualsiasi individuo il cui messaggio da condividere trovi un ampio consenso nei propri follower.

Questo genera una continua e interminabile fame di immagini e relativa notorietà, una sorta di avidità smodata che Susan Sontag definisce ‘libidinosa’:una brama sregolata, quindi, simile all’Impulso sessuale incontrollabile, che si manifesta in forme eccessive e sfrenate, e che come tale non può mai essere totalmente soddisfatta.

La politica e l’economia hanno sempre utilizzato le immagini come mezzo con cui influenzare e prevedere il comportamento di una società, ma in questo nuovo modo di interpretare la realtà non sembrano ancora essere completamente a loro agio, e senza dubbio non all’altezza degli artisti che ne hanno intuito le potenzialità e continuano ad esplorarne le infinite possibilità.

Ipotizzando un sempre continuo evolversi della produzione di immagini grazie al progresso tecnologico, Susan Sontag si auspicava anche una relativa evoluzione sociale che andasse di pari passo, suggerendo il bisogno di un ecologia dell’immagine che permettesse una fruizione più pulita del concetto di reale. Questo riferito ad una società che fosse in grado di comprendere e trasmettere senza filtri una quotidiana relazione tra uomo, organismi vegetali, animali e l’ambiente in cui vivono.

Ad ogni singolo artista partecipante viene chiesto di analizzare tale concetto e di esprimerlo tramite pittura o fotografia, portando la vostra personale interpretazione all’attenzione del pubblico.

Alessandro Passerini

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