ph: Alessandro Passerini
ph: Alessandro Passerini

Qui vediamo un corpo che scappa da quell’immagine delle tendenze artistiche degli anni Settanta, dove l’impellenza era maltrattare e abusare il fisico, che doveva essere fruito, agito e agente, veicolo e messaggio, al contempo, del travagliato periodo storico.

In questa sede, il corpo agente e co-involgente, prima di interagire direttamente con il fruitore, si confronta con quello rappresentato dalle fotografie in mostra di Alessandro Passerini e Giulia Pesarin. I due artisti intendono la corporalità con sfumature certamente differenti che sanno sapientemente interagire e dialogare, aiutando la creazione di quell’unicum sensoriale utile all’environment performativo e sonoro, ricercato nel corso della mostra.

I corpi fotografati da Passerini, nella loro definizione precisa e didascalica, ricercano l’interazione con elementi ambientali per essere invasi dall’input vitale. Nonostante la Natura sia onerosa e l’intervento tecnologico inglobante, il corpo nelle fotografie di Passerini riempie se stesso e ne diventa protagonista indiscusso, si nasconde, non per vergogna ma per rappresentare la condizione più generalmente umana.

Il corpo presentato da Passerini è l’emblema di un post-moderno stanco di rappresentare la trasgressione ricercata a tutti i costi, dedicandosi invece a una tecnica impeccabile, che esprime una grande consapevolezza corporea e che implica un rinnovamento sempre presente.

ph: Giulia Pesarin
ph: Giulia Pesarin

Il corpo rappresentato da Giulia Pesarin, al contrario, esce da sé stesso ma non lo rifiuta, lo rifugge per ri-introdurvisi con un’altra consapevolezza che coinvolge la mente e il corpo. Le fotografie dell’artista presentano un corpo soggetto alla mutazione dal dettaglio, a una volontà che lo coinvolge in un processo di fluttuazione metamorfica. Gli ambienti degradati contrastano con il fashion designer curato e fiabesco, che aiuta il processo di astrazione e reinserimento in un corpo che si muove ma non fugge”.

Michela Malisardi

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Nato dall’unione sinergica di Elisa Mucchi (ideazione concept e progetto performativo), Alessandro Passerini e Giulia Pesarìn (ideazione progetto espositivo e fotografico), il progetto Piccole Opere Umane si genera dalla riflessione sul tema del sacro; sacro che non richiama ad alcun credo religioso, ma apre riflessioni e propone possibili sguardi e letture del corpo nel suo muoversi e nel rapporto con l’ambiente.

In contrapposizione all’atteggiamento sensazionalista, che caratterizza spesso le proposte artistiche contemporanee, ci si domanda se sia ancora possibile fermarsi ad osservare un corpo nella sua attività o inattività, coglierne la bellezza.

Dove sta la bellezza?

Può richiedere uno sforzo cercare di vedere il dettaglio, forse la bellezza può rimanere nella dimensione più allargata ed universale ed il dettaglio può chiudere, bloccare il flusso di energia così come può fare il concetto. Questa una possibile proposta e lettura, ma la questione si apre solamente ed accetta il rischio del suo scorrere”.

Elisa Mucchi

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Genere: bipersonale di fotografia.

Periodo: dal 16 giugno al 25 agosto 2013

Inaugurazione: 16 giugno 2013

Spazio Espositivo: Delizia Estense del Verginese, via verginese – 44015 – Gambulaga (FE)

+39 335 236673 – verginese@atlantide.netwww.atlantide.net

Orari: sabato e domenica dalle 10.00 alle12.30 e dalle 15.00 alle 19.00. Ingresso gratuito.

Patrocini: Cooperativa Atlantide, Polis_Artika, Collettivo TM15, Premio Nazionale di Arte Contemporanea ‘P. Occhi’, Premio Nazionale di Arte Contemporanea ‘B.Cascella’, Galleria del Carbone.

Curatori: Alessandro Passerini, Giulia Pesarin.

Artisti: Alessandro Passerini, Giulia Pesarin, Elisa Mucchi.

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